Le radici culturali della violenza

Le radici culturali della violenza

C. Ottaviano (a cura di), Generativita(s). Le radici culturali della violenza. Per una comunità di adulti responsabili, Lubrina Bramani Editore, Bergamo 2019

Il volume raccoglie interventi e testi delle performance e delle iniziative che Alilò ha contribuito a organizzare e promuovere nell’ambito del progetto di Public Engagement della prof.ssa Cristiana Ottaviano (Università di Bergamo). Il libro è in vendita presso l’editore e durante le iniziative di Alilò futuro anteriore.

Hanno collaborato

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Progetti collegati

Componimento sui generi(s)

Performance teatrale

Isotta

Spettacolo teatrale per marionette

Bullismi. Le radici culturali della violenza: conoscere, agire, educare, prevenire

Bullismi. Le radici culturali della violenza: conoscere, agire, educare, prevenire

Corso di perfezionamento post-laurea (anche triennale) presso l’Università degli Studi di Bergamo.

Il corso, unico nel contesto del Nord-Italia, coniuga, in ottica di prevenzione, due ambiti di interesse: i bullismi – rigorosamente desclinati al plurale – e la violenza di genere, mettendo in evidenza le radici comuni e le reciproche connessioni tra relazioni prevaricanti e violenza. Da un parte, si vuole affrontare il fenomeno dei diversi bullismi, sempre più frequentemente segnalati nel contesto nazionale, così come nelle cronache locali. Dall’altra, si risponde alla necessità di approfondire la conoscenza degli strumenti necessari per affrontare la drammatica situazione determinata dalle violenze di genere (stalking, violenze psicologiche, omofobia istituzionale e sociale…).
Il corso ha l’obiettivo di supportare operatrici e operatori che a livello istituzionale, sociale, educativo, culturale sono chiamate/i a riconoscere criticamente e a intervenire su tali fenomeni, ma anche e soprattutto a mettere in atto quei fondamentali processi di cambiamento culturale e relazionale che consentano di prevenirli.
Il corso intende proporre e condividere riflessioni critiche e offrire strumenti operativi, attraverso una modalità formativa attiva e partecipante, nella tradizione di Alilò futuro anteriore, per l’attivazione di iniziative concrete, finalizzate a diffondere una cultura e una prassi di relazioni basate sul rispetto delle diversità, sul superamento degli stereotipi e sull’inaccettabilità della violenza, in qualsiasi forma essa si manifesti (fisica, verbale, sessuale, psicologica…).

Componimento sui generi(s) a scuola

Componimento sui generi(s) a scuola

Alilò e Immaginare Orlando hanno congiuntamente proposto ad alcune scuole superiori di Bergamo (e provincia) la performance teatrale (originata dalla ricerca di Laura Mentasti e Cristiana Ottaviano) Componimento sui generis, stimolando momenti formativi in assemblea o laboratori per piccoli gruppi-classi sui temi che lo spettacolo pro-voca: stereotipi di genere, orientamenti affettivi e modelli sociali di sessualità, radici culturali delle forme di violenza di genere e omofobica. Lo staff di giovani formatori-trici Orlando&Alilò ha progettato per ogni situazione specifici e interattivi dispositivi per accompagnare studenti e studentesse a una rielaborazione personale dei contenuti proposti. Un’esperienza di baratto equo tra bisogni di senso che orienti vite affettive e censimento di dinamiche sociali e culturali che – tra perimetri delle scuole e sconfinamenti dell’adolescenza – si celano o si espongono: materiale caldo per pensare in profondità il cambiamento delle relazioni tra generi, generazioni, persone.

Si ringrazia per la collaborazione Luigia Calcaterra 

Hanno collaborato a questo progetto

Alessia Santambrogio

Formatrice, pedagogista

Martina Rosola

Ricercatrice, attivista

Mauro Danesi

Attore, psicologo

Le radici culturali della violenza. Per una comunità di adulti responsabili

Le radici culturali della violenza. Per una comunità di adulti responsabili

Storie narranti di generi, legami, tenerezze, poteri

Tre serate organizzate dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con Alilò futuro anteriore e Educare alle differenze, con il patrocinio del Comune di Bergamo e della Provincia di Bergamo.

23 novembre 2018
Sui generi(s)
videoinchiesta tra bambini e bambine sugli stereotipi di genere; spettacolo teatrale Componimento sui generis(s); commento di Pietro Barbetta e Ivo Lizzola
ore 20,30 Auditorium di Loreto (Largo Roentgen 4) – dalle ore 20 buffet di accoglienza (in collaborazione con Azienda Bergamasca Formazione)

28 novembre 2018
Violenza
performance teatrale con marionette per adulti Isotta; commento di Elena Bougleux e Sara Bonfanti
ore 20,30 Porta Sant’Agostino

6 dicembre 2018
Tenerezza
concerto-conferenza Tenerezza e violenza nel maschile; commento di Cristiana Ottaviano e Alberto Zatti
ore 20,30 Auditorium piazza Libertà

ADERISCONO: “Non sei sola”-Rete Territoriale Antiviolenza Ambiti di Treviglio e Romano di Lombardia; ACLI-Molte fedi sotto lo stesso cielo; AEPER-Progetto “Mai+violento”; Agedo Bergamo; AIAF-Associazione italiana avvocati per la famiglia e per i minori; AIED Bergamo; Agenzia di Tutela della Salute-ATS di Bergamo; Amnesty International-Gruppo di Bergamo; ASD-Ananda; Associazione Culturale Immaginare Orlando; ARCI Bergamo; Arcigay Bergamo CIVES; ArciLesbica Libera Bergamo; Associazione Fior di Loto; Associazione Micaela onlus; ADI-Associazione Dimensione Illudica; Associazione Provinciale Forense di Bergamo-Sezione Famiglia e Minori; ASST Ospedale Bergamo Est Seriate; ASST Ospedale Bergamo Ovest Treviglo; ASST Ospedale Bergamo Papa Giovanni; Avvocatura per i diritti LGBTI-Rete Lenford; Bergamo Pride; Centro aiuto Donna; CESVI; CGIL-Camera del Lavoro territoriale di Bergamo; CISL unione sindacale territoriale di Bergamo; Comitato Carcere e Territorio Bergamo; Comuni di Arzago, Curno, Dalmine, Levate; Comune di Bergamo: Assessorati all’Istruzione Formazione Università e Sport, Coesione sociale, Cultura; Tavolo contro l’omofobia del Comune di Bergamo; Comune di San Pellegrino Terme (capofila della Rete Interistituzionale Antiviolenza Val Brembana–Valle Imagna e Villa d’Almè); ConfCooperative Bergamo; Consiglio delle donne del Comune di Bergamo; Consorzio Ribes; Cooperativa Ruah; Coor.Ge.I.Co.Bg-Coordinamento Genitori Istituti Comprensivi Bergamo; Coordinamento provinciale bergamasco Enti locali per la pace e i Diritti umani; CSC Anymore; CSV–Centro Servizi Volontariato di Bergamo; CTI-Coordinamento Teologhe italiane; Emergency Bergamo; Famiglie Arcobaleno; Festival Danza Estate-23/C Art Coop. Sociale; Festival Domina Domna; Fondazione Serughetti-La Porta; Isabelle il Capriolo; Lab 80; Lesbichexxxbergamo; LIBERA Bergamo Coordinamento provinciale; Pandemonium Teatro; Proud2Be; Provincia di Bergamo; Tavola della Pace; UDI Velia Sacchi Bergamo; UIL di Bergamo; Uisp; Valdesi-Centro culturale protestante; Weworld onlus

Hanno collaborato a questo progetto

Elena Corna

Insegnante, drammaturga, attrice

Laura Mola

Attrice, performer

Le radici culturali della violenza

Le radici culturali della violenza

Corso di formazione promosso da Alilò futuro anteriore

Il corso (della durata di 25 ore) intende fornire un’occasione di formazione per l’implementazione di iniziative finalizzate a diffondere una cultura e una prassi di relazioni basate sul rispetto delle diversità, sul superamento degli stereotipi e sull’inaccettabilità della violenza, in qualsiasi in qualsiasi forma essa si manifesti (fisica, verbale, sessuale, psicologica…).

Il percorso formativo intreccia lingusggio del corpo, della mente e delle emozioni e propone un’offerta formativa articolata in:

  • 1 evento teatrale di apertura (2 ore);
  • 5 incontri formativi di 4 ore ciascuno (20 ore);
  • 1 incontro guidato, presso il Centro antiviolenza di Bergamo Centro Aiuto Donna (3 ore).

Il corso si svolgerà da marzo a maggio 2018 per un massimo di 35 partecipanti e prevede un costo di €100. Le iscrizioni sono aperte fino al 08 marzo 2018.

Tenerezza e violenza nel maschile: concerto- conferenza

Tenerezza e violenza nel maschile: concerto- conferenza

6 DICEMBRE 2018

 

Ma perché gli uomini che nascono sono figli delle donne

Ma non sono come noi

Amore gli uomini che cambiano sono quasi un ideale che non c’è

Sono quelli innamorati come te

(M.Martini)

Ultima – per ora – stazione del percorso di Public Engagement di Unibg “Le radici culturali della violenza”. Una “via crucis et spei” che, dopo aver occupato con “Componimento Sui Generi(s)” e “Isotta” le scene del conflitto e della rabbia, approda alle parole e al canto (eros e logos per biografie, anime, generi “sic mutuo implicantur”).

Sul palco dell’Auditorium, Lab 80 ospitante, Cri – finissima autrice e lettrice – e la band accattivante (Alex Adami – voce e chitarra, Stefano Zeni – violino, Carlo Gordio – chitarre) tessono tensione e attenzione del centinaio di cuori e menti ammaliate: sgretolano corazze ataviche e cortesie futili di un maschile che non vuole/ma vuole accedere alla tenerezza che cura il mostro e accoglie il corpo inerme, ne fa consapevolezza che contiene e coraggio che sperimenta la storia patriarcale.

Nudità omicida del buio, arcobaleno nascente della terra smossa. E tra canzoni ri-suonanti da/per tempi diversi, la parola si fa melograno pregno: pluriversi universi di senso e scienza, poesie tremanti, narrazioni stordite dal precipizio della violenza, ricomposizioni (…Se ti tagliassero a pezzetti…) della libertà che, ora e ancora azzannata dall’ignoranza tronfia di maschi impauriti, non dimentica che ciascuna alba può rigenerarsi e gioire non solo per sé.

Alberto Zatti prologa un controcanto per visitare gli orti progressivi del pudore che tace, oltrepassando i destini incrociati; e poi De Andrè e Murgia, Gaber e Pasolini, Testa e Asor Rosa, Guccini e Ungaretti, Endrigo e Ciccone, Omero e Ferrara, Cavarero, Extebarria e Ossorio, Jannacci e Levinas, Lolli e Bertolucci. Cuori aperti ad uscire, attes* dalla luna complice, nella notte con una larva di stelle accarezzata in tasca.

E adesso aspetterò domani

per avere nostalgia

signora libertà signorina fantasia

così preziosa come il vino così gratis come la tristezza

con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

(F.De Andrè)

 

PS: E non finisce qui: Cri dà appuntamento all’ultima sera di febbraio 2019. Al Teatro S. Alessandro ancora una performance di Alilò per Men in Mouvement

Isotta a Bergamo

Isotta a Bergamo

28 NOVEMBRE 2018

  Mercoledì 28 novembre: nel freddo che sale sereno dal colle al piano, sul confine tra le mura cortesi e lo smarrimento del suburbio, va in scena la seconda tappa del percorso LE RADICI CULTURALI DELLA VIOLENZA, offerta di Public Engagement dell’Università di Bergamo. Location perfetta (pietre e legno induriti nella resistenza al tempo, ombre nel buio cedevole al grido, platea ammutolita dalla forza della storia) per una performance sublime di Sophie e delle sue marionette, per svelare alle multiformi (nel tempo e nello spazio) declinazioni della storia di Isotta uno sguardo di donna, dolorosamente consapevole “di non avere mai amato me stessa fino in fondo, per amare te, Tristano”. Tragicamente (ed eroicamente al femminile) consapevole di (volere) essere oltre le catene e oltre i destini, di essere chiamata a gridare dal suo antro di lucida follia d’amore l’incitamento vibrante (a tutte le donne, ma anche agli uomini ottusi dal possesso scontato) a – come esplicita Cri nella prefazione al libro di Sophie e Jovica – “ribellarsi, esplorare, desiderare la libertà”. L’intervento – accorato e piegato a capire/rsi – di un maschio già un po’ plurale delle istituzioni (Sergio Gandi, vicesindaco di Bergamo) ha dato accoglienza al grido – a lungo atteso e curato – di Sophie, già pronto dietro la scena, e ai volti lignei delle marionette; le chiavi di lettura che Elena (Bougleux) e Sara (Bonfanti) – prima e dopo la performance – hanno fornito all’incantata platea, non hanno chiuso un cerchio perfetto, ma hanno aperto nei passi sulle scale verso la notte chiusa l’inciampo improvviso e violento di una domanda eterna: perché? Romba persistente, come la nenia del tamburino alla chiusura delle mura, l’invito di Isotta: “chiedi, pretendi, ottieni, vivi”. Isotta: mostraci come fare! Forse che la speranza muoia? No, se accanto alla violenza denunciata possiamo rintracciare nel maschile di oggi germogli insicuri ma mai negati di tenerezza: è lei che apre all’abbraccio co-evolvente di anime, generi, differenze: restiamo uman* Appuntamento il 6 dicembre (Auditorium di Piazza Libertà): musica dal vivo, parole dal profondo, lieta resistenza alla barbarie.
Componimento sui generi(s) a Bergamo

Componimento sui generi(s) a Bergamo

24 NOVEMBRE 2018

 

Tanta Alilò ieri alla prima delle tre serate del percorso LE RADICI CULTURALI DELLA VIOLENZA: per una comunità di adulti responsabili, proposto alla cittadinanza dall’iniziativa di Public Engagement dell’Università di Bergamo.

Sold out senza pedaggio; 130 persone a comporre un pubblico eterogeneo, interessato, attento e infine ammaliato dalla magia incorruttibile del COMPONIMENTO“, in una location perfetta per scambiare – tra scena e platea – l’emozione di una verità sublime e profonda, di una bellezza svelata al cuore e interrogante la mente, di identità e storie di difficile componimento, di attese e confronti che promettono legami co-evolventi e speranze di guado, oltre il qui ed ora.

Pietro (Barbetta) e Ivo (Lozzola) sono chiamati in scena, docenti messi in gioco ad aprire le intelligenze. E poi il buio morbido e dolce ai denti della curiosità, avvia l’e-vento. Luigia illumina tempi e misura luci sull’oscurità delle domande, Mauro e Sophie perfezionano con artificio esemplare il tragitto dalla vita alla parola, dalla reclusione nella gabbia che stringe (stereotipi, violenza, subalternità, inconsapevolezza, complicità) al desiderio della libertà che sceglie (autonomia, cura, parità, consapevolezza, reciprocità). Cri aveva usato metodo e intelligenza per indagare con logos rigoroso la fine dei destini già scritti: ora nel dialogo abbraccia ciò che dalla scena è precipitato nelle anime attente del pubblico, mette in spirale aperta passione civile e sguardi consapevoli, subbugli dell’etica a resistere alla rassegnazione e ingaggio dell’estetica a sperimentare nuove gylaniche coesioni.

Nessuno/a ha parlato vanamente di speranza: per non ridurla a parola mascherata. Ma si sente la sua presenza come risveglio non tardivo, nella sera che si è dimenticata fuori: non è compiuta, ma germina lentamente con l’eros della passione intraprendente, del desiderio generativo, del coraggio che ri-lega gemiti parziali di futuro. Grande avvio di una missione in città.

E ora appuntamento a mercoledì 28: prima nazionale alla Porta Sant’Agostino di “Isotta”, di/con Sophie Hamas: una storia che stringe la punta del cuore, perché nessuno/a possa dire: io non avevo capito.

Tenerezza e violenza nel maschile a Boltiere: pensieri che attraversano la nebbia

25 NOVEMBRE 2017

 
Boltiere, Comune tra le torri (fuoco e gelo) di Zingonia e le cave ( nebbia e cemento) della Gera, chiama Alilò per il 25 novembre. Quattro donne (1 sindaca, 2 assessore – Cultura e politiche sociali, 1 bibliotecaria). Invece dei riti deprecatori del 25 novembre un’occasione di vedere da altre facce della luna: consapevolezze per la prevenzione, il maschile da mettere in cammino, educazione per “gilanizzare” il mondo e i suoi poteri. TENEREZZA E VIOLENZA NEL MASCHILE sfonda la coltre piovosa della pigrizia, rende testimonianza di echi sempre più forti, in testi e canzoni immette nuove tracce logo-emotive del cammino di un anno (tra ricerca, disseminazione, ingaggio pubblico).

Grande performance di Cristiana, Alessandro, Carlo, Stefano: nessuna distanza nella differenza tra cuori e canti, artisti e cittadine/i, intenzioni e attese.

Forse c’è speranza se questo succede qui, sui confini tra nebbie disidentitarie e resistenze tenaci: le scarpe rosse davanti allo stage possono calzare umanità da stasera (in-canto e applausi auto-confermanti) con più coraggio. Senza perdere né dolore né tenerezza, né speranza di amori giusti.

Tenerezza e violenza nel maschile a Boltiere (BG)

Tenerezza e violenza nel maschile a Boltiere (BG)

24 NOVEMBRE 2017

 
Concerto-conferenza per riflettere, attraversando e intrecciando eros e logos, sulla pluralità maschile, tra (in)aspettata tenerezza e (non naturale) violenza.

Giovedì 24 novembre 2017 alle 20:45

Alla vigilia dell giornata internazionale contro la violenza sulle donne Alilò futuro anteriore sarà a Boltiere (Bg) per riflettere sulle maschilità – rigorosamente al plurale – attraverso il concerto-conferenza “Tenerezza e violenza nel maschile“.

Un evento che, incrociando l’esecuzione dal vivo di brani musicali (soprattutto di cantautori italiani, in particolare Fabrizio De André) e la lettura di testi letterari e/o scientifici, vuole proporsi, in raffinato equilibrio tra eros e logos, come occasione di incontro e rislessione sulla pluriversità dell’universo maschile, per aumentare la consapevolezza dei maschi sulle proprie responsabilità rispetto alla violenza di genere, senza dimenticare quelle capacità, spesso celate (e/o negate, ma pur sempre sottilmente presenti), di tenerezza.

Ci troverete (e noi speriamo di trovare tutte, ma soprattutto tutti voi) venerdì 24 novembre alle ore 20:45, presso l’Auditorium comunale di Boltiere (Bg).