Generativita(s). La responsabilità di essere figlie e figli

Generativita(s). La responsabilità di essere figlie e figli

C.Ottaviano, Generativita(s). La responsabilità di essere figlie e figli, Lubrina Editore, Bergamo 2016

Trepidamente intrepida, Cristiana Ottaviano, come un’aggiornata mitica Lilith, si addentra nelle ombre affollate della evoluzione dei generi e delle mutevoli relazione tra maschile e femminile nella spirale della contemporaneità. In questo ‘letto di ortiche e mimosa’ (F. De André) cerca il soffio eterno e intermittente della generatività, desiderio di ciascun essere umano di provarsi al di là del proprio limite, premiando scelte consapevoli (alternativa a rassegnati destini pre-scritti) dell’andare ‘oltre’ ciò che cultura e storia hanno perimetrato. È una ricerca affascinante perché contagiata dalla vita: l’autrice si svela (donna, figlia, madre, intellettuale, militante, esploratrice commossa dell’io e del noi) nello stile che intesse logos ed eros. Indaga con metodo rigoroso e coraggio appassionato, rilegge la storia di un pensiero chiamato dall’oggi a dare corpo al corpo, moto al cuore, trasparenza al mistero. E a chi legge offre l’abbraccio generoso di uomini e donne incontrati/e nel cammino: sofferte e differenti narrazioni del vivere e sperimentare ruoli, relazioni, legami, abissi e slanci di quell’umano plurimo, troppo a lungo celato, perduto e atteso. Parole, sogno, mente e sangue, amore di donna, non solo per donne, generante. (G.M.)

Hanno collaborato a questo progetto

Elena Corna

Insegnante, drammaturga, attrice

Laura Mola

Attrice, performer

Isotta Iseult

Isotta Iseult

Sophie Hames, Jovica Momčilović – Isotta Iseult – Lubrina Bramani Editore, Bergamo 2018

Il testo integrale (in italiano e in francese) della performance teatrale. Un piccolo volume a forte impatto emotivo per l’acquarello di copertina e per le dimensioni e il colore da libro prezioso.

La quarta di copertina ci cala direttamente nel clima della storia: la vicenda di Tristano e Isotta, rivisitata dallo sguardo coraggioso e raro della protagonista femminile. Un testo da divorare, prima; da meditare, poi.

“A chi posso dire… ho paura. Ho paura di non aver mai fatto scelte. Di non aver mai amato, amato me stessa fino in fondo, per amare te”.

Isotta: desiderio, libertà, dolore, educazione, passione, conoscenza; Isotta è oltre le catene e oltre i destini. Anche quelli dell’amore.

Qualunque significato possiamo o vogliamo dare a questa parola sappiamo quanto possano essere strette le vie, soprattutto se tracciate da altri/e.

Isotta chiede di ribellarsi, di esplorare, di desiderare libertà… lo chiede perfino ai maschi che sono convinti di averla già avuta e bevuta tutta, la libertà. Anche se davvero non è così.

Ciò che per altri/e è lecito, possibile, ‘normale’ spesso non è vita; eppure ci meritiamo di “mantenere la rabbia di vivere, di mantenere la ferita dell’amore viva”.

Tu che leggi, chiunque tu sia: “chiedi, pretendi, ottieni, vivi”.

Vivi per e con noi, Isotta. Mostraci come fare.

Hanno collaborato a questo progetto

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Oltre i destini. Attraversamenti del femminile e del maschile

Oltre i destini. Attraversamenti del femminile e del maschile

C.Ottaviano, L.Mentasti, Oltre i destini. Attraversamenti del femminile e del maschile, Ediesse, Roma 2015

Sesso e genere sono concetti assai diversi, l’uno determinato dalla biologia, l’altro costruito socialmente. Assumendo tale diversità come punto di partenza del loro lavoro, le autrici propongono un percorso che – offrendo sguardi su storia umana, linguaggio, scuola, maternità, violenza, cambiamento del maschile e sfida ai ruoli di genere rappresentata dalle famiglie omogenitoriali – porta a sottolineare quanto i ruoli socialmente attribuiti a donne e uomini siano culturalmente pre-determinati e rappresentino delle gabbie che perpetuano il dominio maschile e la subalternità femminile, riproducendo immagini di uomo e di donna rigide e stereotipate. L’obiettivo è contribuire a scrivere un’altra storia, oltre i destini, che dia spazio al libero pensarsi. Come scrive la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, «le autrici hanno saputo affrontare, con rara competenza e completezza, le riflessioni su quelle definizioni del femminile e del maschile ancora vincolate a predeterminati destini, assai limitativi per chi intende osservare i cambiamenti del mondo e desidera interpretarli alla luce di valori non negoziabili come la solidarietà, l’uguaglianza, la libertà».

Hanno collaborato a questo progetto

Elena Corna

Insegnante, drammaturga, attrice

Laura Mola

Attrice, performer

Ri-nascere nonni

Ri-nascere nonni

C. Ottaviano, Ri-nascere nonni. Legami intergenerazionali nella società complessa, Liguori, Napoli 2012

Il 2012 è stato proclamato Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo e della solidarietà tra le generazioni, con la prospettiva di innestare processi finalizzati alla massima realizzazione delle potenzialità fisiche, mentali, sociali ed economiche degli anziani per poter condurre vite socialmente ed economicamente attive. In una visione ampia del benessere delle generazioni meno giovani, una particolare attenzione merita l’esperienza della nonnità. Infatti, il legame intergenerazionale nonni/nipoti offre prospettive interessanti anche dal punto di vista dell’invecchiamento attivo. Il contatto con l’infanzia, l’assunzione di responsabilità educativa e/o di cura, accompagnare la crescita evolutiva dei bambini e delle bambine, improvvisare creativamente situazioni e soluzioni che i minori richiedono, non può che rivitalizzare l’esistenza quotidiana di un anziano e consegnargli possibilità di futuro. Da una ricerca sul campo emerge che si sta affacciando una ‘nuova’ generazione di nonni/e: fortunati perché in buona salute, con pensioni sicure, tempo a disposizione, ma soprattutto perché sono stati giovani in un tempo di grandi trasformazioni culturali, di movimenti, sogni, utopie e con un acceso desiderio di cambiare il mondo. A loro la sfida di inventare un nuovo modo di essere nonni e divenire adulti significativi per le nuove generazioni, anche per poter aiutare genitori che in questo clima socio-
economico di sfiducia e paura si sentono spesso in difficoltà.

Premio 2012 “Iniziative di promozione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni” della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia per il progetto: ALILÒ. RI-NATI NONNI DOMANI

Si ringrazia per la collaborazione Barbara Gasparini e Laura Mentasti

Hanno collaborato a questo progetto

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Vanni Maggioni

Insegnante, poeta

Vulnerability as Generativity

Vulnerability as Generativity

Cristiana Ottaviano, Alessia Santambrogio, Vulnerabiliy as Generativity. Undoing parenthood in a Gylanic Perspective, Mimesis International, Milano 2017

Dichiarando un approccio interdisciplinare e socio-costruttivista, le autrici focalizzano l’attenzione sui temi della genitorialità (ruolo socio-culturalmente costruito), della capacità generativa e della cura, producendo un’analisi socio culturale fortemente contestualizzata nella complessità contemporanea. Un curato intreccio di posizionamenti, di materiale empirico e di letteratura scientifica attiva una sfidante rielaborazione di ruoli di genere connessi al “farsi genitori”.

Con piglio originale Ottaviano e Santambrogio adottano una prospettiva gilanica, facendo riferimento puntuale e suggestivo a civiltà caratterizzate da un modello sociale, economico, culturale e relazionale mutuale, equo e non gerarchico, che può essere ritrovato in società matrifocali e matrilocali tuttora esistenti.

L’opera, dopo aver analizzato la funzione storica e sociale ricoperta dalle donne in quanto madri, propone un’analisi su identità maschili, paternità e cura, riconfermando le ambivalenze in atto nelle maschilità contemporanee, sospese tra rigidi modelli patriarcali e nuovi comportamenti non ancora del tutto consolidati. Il focus sulla cura suggerisce una riconciliazione tra generi, a partire dalla comune condizione umana di vulnerabilità che tutti/e sperimentano:la nascita. Il ri-conoscersi reciproco in comuni origini diventa transizione, non indolore ma evolutiva, per nuove relazioni mutuali tra esseri umani e quindi tra umanità e ambiente circostante, in una tensione a risignificare ruoli, processi, relazioni, esplorazioni.

A partite da questo lavoro, Alilò sta elaborando una nuova perfomance teatrale che vedrà il suo debutto agli inizi del 2019.

Hanno collaborato a questo progetto

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Alessia Santambrogio

Pedagogista, formatrice

Generazione felice

Generazione felice

Maggioni, C. Ottaviano, Alilò. GenerAzione felice di una piccola idea, Lubrina editore, Bergamo 2013

Once upon a time… la luna vecchia si aggrappò alla bambina nuova:

‘Parliamo’. ‘Comincia tu’. ‘Portami e io ti ridarò le parole che mi regali’.

Nella fragile società d’inizio millennio, un’intera generazione è richiamata in servizio: madri di madri, padri di padri, si trovano impegnati ri-generati e coinvolti in sempre più diffuse presenze nella tessitura di irrimediabili e insostituibili legami tra generazioni.

Contaminata dal divenire, anche la ricerca sociologica (si) esplora in cammino. Le pulsioni del vivere che le narrazioni portano ‘dentro’ sono troppo ricche, significative, tumultuanti per essere sfinite nel linguaggio accademico o per essere lasciate nella cantina delle minuscole note a piè pagina.

In questo libro si fissa per un attimo un giornale di bordo di un viaggio mai concluso su nuovi con-fini tra generazioni, trame di legami ri-significati, e-mozioni di scambi che cambiano le lingue del dire, il sentimento dell’altro, del tempo, del senso.

Hanno collaborato a questo progetto

Giovanni Maggioni

Formatore, poeta

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia