Parole che generano

Parole che generano

Evento formativo con performance teatrale – atto unico in 30’ – inserito nel Corso di Perfezionamento “Violenza di genere e bullismo”

Dopo l’esperienza di Parole in movimento, tentiamo una nuova sfida, con una metodologia simile. Rimodulare le stesse, ma anche altre parole, in diverse danze, ma intanto perlustrare progressivamente nuovi universi in altri alfabeti. Così, ancora ricompare sconfinare con inatteso, ma entrano in scena cura e generatività.

Scienza, metodo e passione per modalità flessibili di indagine e sperimentazione di forme espressive inedite e, quindi, stimolatrici di attenzioni, promotrici di coinvolgimenti.

Si ringrazia per la collaborazione Luigia Calcaterra

Hanno collaborato a questo progetto

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Laura Boschetti

Sociologa, progettista

Mauro Danesi

Attore, psicologo

Serena Marossi

Danzatrice, coreografa

Resti – storie siriane

Resti – storie siriane

Una lettura dinamica, alternata a numerose scene recitate e accompagnata da miscele musicali tra il reggae e il cantautorato

La protagonista, Ashma, invita il pubblico a entrare nella sua casa, l’alloggio improvvisato di un campo profughi. Ashma è siriana, è fuggita coi figli da un attacco militare e ora si ritrova ospite a tempo indefinito di una situazione drammatica e irreversibile. Il campo è fatto dei ricordi amari di affetti lontani e perduti, di polvere e sporcizia. A sostegno della lotta di sopravvivenza di Ashma, accorrono gli amabili resti dei defunti ed una carovana di personaggi che condividono con lei il dolore della perdita, la vitalità della rabbia, il bisogno di una liberazione. Ashma libera le sue parole, si lascia andare a sfoghi, allegre divagazioni e canti. Infine si avvicina, mossa dal panico della fine, all’altro: la combattente curda, la dottoressa del campo, la vicina ammattita. L’ Altro è il prossimo che vive nel suo presente. E, come tale, rappresenta il suo tutto.

Hanno collaborato a questo progetto

Elena Corna

Insegnante, drammaturga, attrice

Laura Mola

Attrice, performer

Marco Vecchi

Animatore sociale, attore, tecnico

Parole in movimento

Parole in movimento

Parole vecchie con possibili significati nuovi, parole nuove, inusuali nelle nostre professioni, perché possono darci nuovi sensi…

parola e corpo, perché noi siamo nel nostro corpo, noi siamo il nostro corpo e ci serve la parola per dircelo e dirlo.

Evento formativo con performance teatrale.

Offre un’originale occasione di riflessione su alcune parole chiave (sconfinare, leggerezza, bellezza, riconoscimento, inatteso, corpo/biografia….) in relazione all’evoluzione personale e professionale di dirigenti di strutture complesse, di aziende pubbliche e private, responsabili e operatori/trici dei servizi sociali, educativi e culturali.

Si ringrazia per la collaborazione Luigia Calcaterra

Hanno collaborato a questo progetto

Giovanni Maggioni

Formatore, poeta

Mauro Danesi

Attore, psicologo

Serena Marossi

Danzatrice, coreografa

Laura Boschetti

Sociologa, progettista

Greta Persico

Formatrice, ricercatrice

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Tenerezza e violenza nel maschile a Boltiere: pensieri che attraversano la nebbia

25 NOVEMBRE 2017

 
Boltiere, Comune tra le torri (fuoco e gelo) di Zingonia e le cave ( nebbia e cemento) della Gera, chiama Alilò per il 25 novembre. Quattro donne (1 sindaca, 2 assessore – Cultura e politiche sociali, 1 bibliotecaria). Invece dei riti deprecatori del 25 novembre un’occasione di vedere da altre facce della luna: consapevolezze per la prevenzione, il maschile da mettere in cammino, educazione per “gilanizzare” il mondo e i suoi poteri. TENEREZZA E VIOLENZA NEL MASCHILE sfonda la coltre piovosa della pigrizia, rende testimonianza di echi sempre più forti, in testi e canzoni immette nuove tracce logo-emotive del cammino di un anno (tra ricerca, disseminazione, ingaggio pubblico).

Grande performance di Cristiana, Alessandro, Carlo, Stefano: nessuna distanza nella differenza tra cuori e canti, artisti e cittadine/i, intenzioni e attese.

Forse c’è speranza se questo succede qui, sui confini tra nebbie disidentitarie e resistenze tenaci: le scarpe rosse davanti allo stage possono calzare umanità da stasera (in-canto e applausi auto-confermanti) con più coraggio. Senza perdere né dolore né tenerezza, né speranza di amori giusti.

“Attraversamenti delle maschilità” Tra cura, corpi e pratiche

“Attraversamenti delle maschilità” Tra cura, corpi e pratiche

19 OTTOBRE 2017

Meeting Internazionale e performance “Tenerezza e violenza nel maschile” presso l’Università degli Studi di Bergamo. Per riflettere, indagare, sondare le maschilità. Tra trasformazioni, egemonie e subordinazioni

Aria stimolante in accademia (vendemmie di passioni in un grido d’estate in UniBg):  strepitoso (sveglia consapevolezze, accoglie comunità di frontiera, riconosce coraggiose esplorazioni, genera un oltre di rete e di approdi) convegno internazionale. “Attraversamenti delle maschilità” .Approda qui ed ora il fervore, anche aliloista, dello “studio 6” di S. Agostino (appassionata enclave di ricerca, abitata da 3 donne di aspirazione/ispirazione gilanica, sulla frontiera tra città e contado). Trasforma un possibile rito in un desiderio di libertà che – anche dolorosamente – scuote, responsabilizza, ingaggia in un gioco che non ha spettatori o guardiani, perché tutti/e sono in campo senza cancelli.

Dubbi intrepidi: la crisi giustifica trasformazioni conservative? Eredità culturali e diversi contesti socio-economici sbriciolano muri ostruenti il vero? Come vino nuovo imprigionato in vecchie botti, antiche subordinazioni si perpetuano sotto vesti griffate dall’insapido  politically correct?

Ma anche trepidi scatti: intersezioni che svelano, ruoli generativi che si manifestano, fratture di contesti scovati dagli occhi di bue di giovani indaganti.

E ancora: orme necessarie per mappe inedite, che diano passo certo a chi investiga il pensiero, a chi cerca le stelle , a chi offre/ soffre il cambiamento, a chi tesse speranza oltre la riparazione e la sconfitta.

Alimentazione reciproca tra il pulsare della vita di uomini e donne e lo sguardo plurimo e condiviso di menti, cuori, corpi. Per una pluralità avvenente e possibile del maschile, che  nella sabbia dei calzari e nello sguardo all’orizzonte ricompone con la assorta leggerezza del femminile irrinunciabili diversità di storie narrate, ricchezze di generi in viaggio, uguali dignità da condividere nell’ impegno per/nel mondo con/per tutti/e. L’irregolarità irriga.

Ci hanno attraversato simboli ed astri, emozioni e paradigmi, volontà e desideri: primo terrazzamento di vitigni nuovi che guardano il mare senza dimenticare la collina: non c’è diavolo notturno, ma cura aperta per il lavoro dell’alba (sogni resilienti e mani già operose).

Senza dimenticare mai la tenerezza che risuona ogni volta – musica, canzoni, poetry- che l’ebbrezza dell’eros dà respiro e sangue alla perspicacia del logos. Nel chiostro antico memorie nuove sulla soglia della notte, per riprendere nel giorno la vibrazione crescente di un nuovo insieme. L’oltre non è solo il dopo.

Componimento sui generi(S): Calvenzano, 29 aprile 2017

Componimento sui generi(S): Calvenzano, 29 aprile 2017

2 MAGGIO 2017

La high road A 35 è deserta; il teatro della comunità del villaggio nella low Begramaschian land si anima di uomini, donne, adolescenti nella sera un po’ dolente della primavera sotto sforzo. Ci ha portato lì l’invito/scommessa di un infaticabile pro-vocatore socio-culturale di narrazioni; come noi in scuola, agorà, strade, sogni, biografie.
Il componimento non è mai uguale alla volta precedente e a quella futura: assorbe atmosfere, misura i perimetri, misura il tragitto – verso l’alto e verso il basso tra l’in e l’oltre – di minuscole mongolfiere che generano domande, incertezze, proiezioni, rivelazioni ed in-fine consapevolezze, da riportare qui con/tra noi perché il passato non diventi destino e il presente non ci divori.
Team sublime stasera; Mauro, Sophie, Luigia in scena, e Lilith-Cri a chiudere la seducente performance e aprire con giovane scioltezza, appassionata competenza ed emozionante esposizione (del sé, del noi, dell’impegno) il dialogo con storie, coscienze, paure pluriverse.
Prima missione di Alilo’ e terza missione dell’Accademia con-vivono: tutt* e ciascun* cellule etiche, sofferenti sognanti, indomabili (al fato e al capitale) generanti nuovi mondi possibili,  varchi istituenti per nuove umanità al di là del sipario dei poteri di pietra, pigrizia, interesse e sangue.

In uscita complimenti veri al coraggio di chi ha portato qui una tenda aperta a voci e cuori;  battito di lucciole appena accese al di là di una strada sorda e silente. La High (!?) way non ha  carburante, finisce nel nulla informe che inquina il tutto proteiforme. Dirci ci salva.

Parole che generano, un’anteprima per partire

Parole che generano, un’anteprima per partire

28 APRILE 2017

20 aprile; sole forzatamente generoso schioda la porta del teatro della controriformae: l’accademia secolare accoglie parole nuove che una giovane docente (Cri) e artisti di cuore (Mauro, Serena, Luigia) hanno spremuto da frutti aspri, dolci esistenze, vigorose domande.
Dare nome alle spirali che ruotano nella vita e nel mondo; ovvero da parole e passione (logos ed eros) generare ciò che fili di senso, legami di forza, tessuti di emozioni disegnano su cuori e menti. Pensando la musica dalla strada, la speranza dalla prossimità, la pienezza dopo l’adolescenza: e l’inatteso che ci sconfina, la cura che danza, la bellezza che si fa corpo.
E soffiando parole nuove, dall’argilla dei giorni uguali generate si alzano le fronde di nuovi alberi, vibrano al cielo insieme alle radici. E ancora cercheremo, insieme, parole che risuonino sulla soglia, invito ad entrare nel vero, invito ad uscire al bello.

Parole che generano: un’anteprima

Parole che generano: un’anteprima

20 APRILE 2017

Generatività. La responsabilità di essere figlie e figli

Al Seminarino di via Tassis (Città Alta, Bergamo) una nuova performance per far parlare la – e della – generatività

Dal libro di C. Ottaviano “Generatività(s). La responsabilità di essere figlie e figli” nasce un’occasione di incontro e confronto sui temi della generatività, umana condizione e possibilità, oltre vincoli e destini supposti biologici.

Un’occasione che prende le forme di una performance: “Parole che generano e di uno spazio di parola e discussione, tra il prof. Domenico Perrotta e la prof.ssa Cristiana Ottaviano, entramb* dell’Università di Bergamo.

Un’occasione che si svolge in uno spazio evocativo: il Seminarino di Via Tassis, in città alta, a Bergamo; e che si rivolge a un pubblico specifico: chiunque sia moss* dal desiderio di interrogarsi ed interrogare; chiunque voglia provare a muoversi in equilibrio lungo la linea sfumata tra eros e logos.

Vi aspettiamo, dunque: giovedì 20 aprile 2017, alle ore 16:30.

LE OMBRE DEL BUIO sbarcano a Milano

LE OMBRE DEL BUIO sbarcano a Milano

25 FEBBRAIO 2016

Una video-inchiesta e una performance teatrale per mettere in scena una riflessione sugli stereotipi e sulla violenza di genere.

Promosso da Famiglie Arcobaleno, Alilò futuro anteriore, L’Ombelico
  • ore 20.00 “Ma il cielo è sempre più blu” proiezione video-inchiesta a bambini/e sugli stereotipi di genere a cura di Alessandra Ghimenti
  • ore 20.30 “Componimento sui generi[s]”, performance teatrale, a cura di Alilò futuro anteriore
  • ore 21.00 Dibattito con il pubblico condotto da Stefania Girelli, presidente de L’Ombelico e Cristiana Ottaviano, sociologa Università di Bergamo
Una video-inchiesta e una performance teatrale per mettere in scena una riflessione sugli stereotipi e sulla violenza di genere. Utilizzando in continuità linguaggi e competenze diverse, integrando dimensioni emotive e processi riflessivi, si vogliono indagare quei costrutti culturali, atteggiamenti e assunzioni di ruolo che producono discriminazione, violenza, esercizio distorto di potere, ma anche sensi di colpa, inadeguatezze, mancate consapevolezze sui processi di cambiamento sociale e culturale necessari a una co-evoluzione di uomini e donne. L’evento ha origine da una riflessione sociologica sul rapporto tra socializzazione e stereotipi di genere, avviata presso l’Università di Bergamo e pubblicata nel saggio di C. Ottaviano e L. Mentasti, Oltre i destini. Attraversamenti del femminile e del maschile, Ediesse, Roma 2015.