Immaginare/generare/sperimentare

Immaginare/generare/sperimentare

Laboratorio intergenerazionale quartiere di S. Tomaso (Bergamo) per un welfare prossimo

S. Tomaso: quartiere urbano, 7000 abitanti (oltre 2000 over 65 e 600 anziani soli); fragilità diffuse tra le coorti demografiche e le tipologie di famiglie. Qui, dopo una sperimentazione nel quartiere della Malpensata, Alilò ha coordinato un progetto cui partecipano la Federazione dei Pensionati CISL, le ACLI e il Centro terza Età del Comune di Bergamo. Obiettivo: sviluppare un intervento complesso e condiviso con/tra le reti e i soggetti sociali esistenti come risposta a bisogni ex-sistenti. Si realizza da ottobre 2017 uno Sportello sociale, gestito da Alilò con una giovane risorsa reperita con bando pubblico. È una sperimentazione monitorata di welfare generativo e intergenerazionale, che coinvolge – con dispositivi formativi e metodologie di rilevazione delle domande – risorse del quartiere, reti informali, risorse delle istituzioni (Assessorato alla coesione sociale del Comune di BG, l’istituto Palazzolo, l’ASST, il sistema bibliotecario).

Isotta

Isotta

Spettacolo teatrale per marionette di altezza quasi umana
(in collaborazione con Isabelle il Capriolo)

Che cos’è la felicità? In quale gabbie viviamo, noi donne e uomini?

A quale ruoli si deve rispondere se si è un re o una principessa?

Scegliere di bere un filtro d’amore è scegliere il proprio destino.

È scegliere con passione di vivere e di bruciare d’amore.

Isotta sceglie Tristano e gli fa bere il filtro. Ma lei è destinata a re Marco. Non può fuggire dal matrimonio, è femmina, deve obbedire.

Si sposa, ma non rinuncia a Tristano.

Marco scopre l’inganno.

Per loro tre, cominciano i dubbi e la gelosia, viene a galla la sofferenza.

È la fine.

Ma potrebbe essere anche l’inizio.

Hanno collaborato a questo progetto

Componimento sui generi(s)

Componimento sui generi(s)

Performance teatrale – Atto unico in 30’ – con Mauro Danesi, Sophie Hames, Cristiana Ottaviano

Questo lavoro teatrale nasce da una ricerca scientifica (condotta presso l’Università di Bergamo da un’équipe pluridisciplinare) sui temi dell’evoluzione dei generi nel contesto contemporaneo. È indagato il retroterra di quei costrutti culturali, atteggiamenti e assunzioni di ruolo che producono, in conseguenza, discriminazioni, violenze, esercizio distorto del potere, sensi di colpa, mancate consapevolezze sui processi di cambiamento sociale e culturale… necessari a una co-evoluzione del femminile e del maschile, di donne e uomini.
La performance mette in scena e svela ambiguità, ambivalenze, costrizioni, abitudini che precedono e, spesso, producono appartenenze di genere subite come gabbie o destini, e non vissute come personali percorsi di identità evolventi. In tale crogiuolo è possibile percepire il nocciolo duro e buio delle ombre che generano dominio, ma anche gridi/a di luce che da nuove consapevolezze e responsabilità educative possono essere messe in gioco, traversando confini.
Questa proposta artistica e culturale, già sperimentata efficacemente sul tema delle relazioni intergenerazionali – con lo spettacolo “Alilò rinati nonni domani” – coniuga l’indagare per conoscere, il ri-conoscere per comunicare, il narrare per creare. Scienza, metodo e passione si intrecciano in forme espressive inedite e, quindi, stimolatrici di attenzioni e promotrici di coinvolgimenti. Pulsa la compresenza costitutiva di eros e logos che, questa volta, con-sente di affrontare un tema oscuro e profondo (troppo spesso ideologicamente affrontato), quale quello del rapporto tra il femminile e il maschile e dei ruoli di genere. Si esplicitano suggestioni e traiettorie che si prestano anche a prefigurare percorsi formativi, partecipati e creativi, in scuole, associazioni, enti e organizzazioni sociali, contesti lavorativi.

Nello specifico questa performance teatrale è stata più volte proposta all’interno di una struttura artistico-logoica intitolata “Le ombre del buio. Origini (quai) nascoste della violenza di genere”, preceduto dalla proiezione della video-inchiesta di Alessandra Ghimenti “Il cielo è sempre più blu” e seguita da un dibattito pubblico.

Si ringrazia per la collaborazione Luigia Calcaterra

Hanno collaborato a questo progetto

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Mauro Danesi

Attore, psicologo

Tenerezza e violenza nel maschile

Tenerezza e violenza nel maschile

Concerto-conferenza per attraversare il maschile, tra non naturale violenza e, spesso inaspettata, tenerezza

“Tenerezza e violenza nel maschile” rappresenta un progetto artistico-culturale nuovo, costruito con musicisti professionisti che, in un’alternanza di canzoni (prevalentemente di Fabrizio de André e di altri cantautori italiani) e testi letterari e/o scientifici, vuole proporre un’occasione di incontro e riflessione sulla pluriversità dell’universo maschile, attraversando, in esatto equilibrio tra eros e logos, gli stereotipi del maschile, per scoprire, alla fine del viaggio, che la violenza non è naturale e che la tenerezza – spesso celata e/o negata – è un’opportunità, da cogliere, concedere e, soprattutto, concedersi.

Un concerto-conferenza, dunque, che, in 60 minuti, si pone come invito rivolto a donne e, innanzitutto, uomini, per aumentare la consapevolezza dei maschi sulle proprie responsabilità rispetto alla violenza di genere, senza dimenticare quelle capacità, spesso celate, di emozione.

Musiche di:
Alessandro Adami (voce e chitarra)
Carlo Gorio (chitarra)
Maurizio Giannone (percussioni)
Stefano Zeni (violino)

Poesie e testi letterari a cura di:
Cristiana Ottaviano (Università degli Studi di Bergamo).

Hanno collaborato a questo progetto

Vanni Maggioni

Insegnante, poeta

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Alessandro Adami

Cantante, tastierista

Carlo Gorio

Batterista, chitarrista, insegnante

Maurizio Giannone

Percussionista, polistrumentista, compositore, arrangiatore

Stefano Zeni

Musicista, compositore. arrangiatore

Resti – storie siriane

Resti – storie siriane

Una lettura dinamica, alternata a numerose scene recitate e accompagnata da miscele musicali tra il reggae e il cantautorato

La protagonista, Ashma, invita il pubblico a entrare nella sua casa, l’alloggio improvvisato di un campo profughi. Ashma è siriana, è fuggita coi figli da un attacco militare e ora si ritrova ospite a tempo indefinito di una situazione drammatica e irreversibile. Il campo è fatto dei ricordi amari di affetti lontani e perduti, di polvere e sporcizia. A sostegno della lotta di sopravvivenza di Ashma, accorrono gli amabili resti dei defunti ed una carovana di personaggi che condividono con lei il dolore della perdita, la vitalità della rabbia, il bisogno di una liberazione. Ashma libera le sue parole, si lascia andare a sfoghi, allegre divagazioni e canti. Infine si avvicina, mossa dal panico della fine, all’altro: la combattente curda, la dottoressa del campo, la vicina ammattita. L’ Altro è il prossimo che vive nel suo presente. E, come tale, rappresenta il suo tutto.

Hanno collaborato a questo progetto

Elena Corna

Insegnante, drammaturga, attrice

Laura Mola

Attrice, performer

Marco Vecchi

Animatore sociale, attore, tecnico

Reti, nodi, relazioni: riconoscer(si) per generare

Reti, nodi, relazioni: riconoscer(si) per generare

Dalla auto-rappresentazione alla co-progettazione nel territorio di Clusone

Clusone (Alta Val Seriana): l’Assessorato alle politiche sociali ha ingaggiato Alilò per un percorso (4 incontri formativi e 1 iniziativa pubblica di restituzione, da dicembre 2017 a maggio 2018 ) aperto a rappresentanti di associazioni, enti, agenzie educative attive sul territorio e componenti una consulta promossa dall’ente locale. Nella non facile transizione di assetti e modelli socio-economici, si è colto il desiderio di provare a ricomporre collettivamente, conoscenze, esperienze, attese, bisogni. Alilò ha lavorato per favorire l’integrazione di ruoli, competenze, sensibilità di queste risorse, a partire da una reciproca ri-conoscibilità per poi elaborare una condivisa lettura di contesti e apprendere/sperimentare cooperativamente assunzione di responsabilità co-progettante con il Comune.

Hanno collaborato a questo progetto

Giovanni Maggioni

Formatore, poeta

Elena Agosti

Insegnante

Ulderico Daniele

Antropologo, formatore