Carcere e territorio

Carcere e territorio

La nostra équipe di ricerca è impegnata, in collaborazione con l’Associazione Homo e l’Associazione Carcere e Territorio, in una riflessione sull’attività di Carcere e Territorio e sui progetti di esecuzione penale che porta avanti, anche in partnership con altri enti ed istituzioni, in provincia di Bergamo. Senza pretesa di esaustività, in collaborazione con gli operatori di CeT abbiamo iniziato un lavoro di ricerca circoscritto e puntuale fortemente caratterizzato da un approccio qualitativo, volto quindi a far emergere le storie degli uomini e delle donne protagonisti di questi percorsi, più che i numeri, e le molte contraddizioni di un sistema ancora imperfetto ma che segna percorsi possibili di ritorno all’essere cittadini. Questo lavoro si propone al contempo di dare visibilità agli esiti dei percorsi attraverso storie di vita di testimoni, che verranno raccolte attraverso interviste biografiche in profondità, e di valorizzare l’esperienza sul campo degli operatori, anche per potenziare alcuni loro strumenti di lavoro. A questo si affianca un lavoro di analisi statistica dei dati relativi a tutti le persone coinvolte nei progetti dell’associazione in questi anni.

Componimento sui generi(s) a scuola

Componimento sui generi(s) a scuola

Alilò e Immaginare Orlando hanno congiuntamente proposto ad alcune scuole superiori di Bergamo (e provincia) la performance teatrale (originata dalla ricerca di Laura Mentasti e Cristiana Ottaviano) Componimento sui generis, stimolando momenti formativi in assemblea o laboratori per piccoli gruppi-classi sui temi che lo spettacolo pro-voca: stereotipi di genere, orientamenti affettivi e modelli sociali di sessualità, radici culturali delle forme di violenza di genere e omofobica. Lo staff di giovani formatori-trici Orlando&Alilò ha progettato per ogni situazione specifici e interattivi dispositivi per accompagnare studenti e studentesse a una rielaborazione personale dei contenuti proposti. Un’esperienza di baratto equo tra bisogni di senso che orienti vite affettive e censimento di dinamiche sociali e culturali che – tra perimetri delle scuole e sconfinamenti dell’adolescenza – si celano o si espongono: materiale caldo per pensare in profondità il cambiamento delle relazioni tra generi, generazioni, persone.

Si ringrazia per la collaborazione Luigia Calcaterra 

Hanno collaborato a questo progetto

Alessia Santambrogio

Formatrice, pedagogista

Martina Rosola

Ricercatrice, attivista

Mauro Danesi

Attore, psicologo

Immaginare/generare/sperimentare

Immaginare/generare/sperimentare

Laboratorio intergenerazionale quartiere di S. Tomaso (Bergamo) per un welfare prossimo

S. Tomaso: quartiere urbano, 7000 abitanti (oltre 2000 over 65 e 600 anziani soli); fragilità diffuse tra le coorti demografiche e le tipologie di famiglie. Qui, dopo una sperimentazione nel quartiere della Malpensata, Alilò ha coordinato un progetto cui partecipano la Federazione dei Pensionati CISL, le ACLI e il Centro terza Età del Comune di Bergamo. Obiettivo: sviluppare un intervento complesso e condiviso con/tra le reti e i soggetti sociali esistenti come risposta a bisogni ex-sistenti. Si realizza da ottobre 2017 uno Sportello sociale, gestito da Alilò con una giovane risorsa reperita con bando pubblico. È una sperimentazione monitorata di welfare generativo e intergenerazionale, che coinvolge – con dispositivi formativi e metodologie di rilevazione delle domande – risorse del quartiere, reti informali, risorse delle istituzioni (Assessorato alla coesione sociale del Comune di BG, l’istituto Palazzolo, l’ASST, il sistema bibliotecario).

Le ombre del buio

Le ombre del buio

Origini (quasi) nascoste della violenza di genere

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne il 25 novembre 2014
Alilò organizza un evento, in collaborazione con altri enti, a sostegno della causa
Per l’occasione debutta una nuova performance teatrale Componimento sui generi[s] che approfondisce la tematica legata alle differenze di genere

Programma

– Saluti istituzionali
– Ma il cielo è sempre più blu, video-inchiesta di Alessandra Ghimenti
– Componimento sui generi[s], performance teatrale a cura di Alilò futuro anteriore
– Intervento del prof. Pietro Barbetta (Università di Bergamo)
– Dibattito

con il Patrocinio di:

  • Comune di Bergamo – Assessorati alla coesione sociale e alla cultura
  • ASL di Bergamo
  • Provincia di Bergamo – Settore Istruzione Formazione Lavoro e Politiche Sociali
  • Università di Bergamo – Dipartimento di Scienze Umane e Sociali

Hanno collaborato a questo progetto

Alessandra Ghimenti

Attivista, videomaker

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Mauro Danesi

Attore, psicologo

Vanni Maggioni

Insegnante, poeta

Isotta

Isotta

Spettacolo teatrale per marionette di altezza quasi umana
(in collaborazione con Isabelle il Capriolo)

Che cos’è la felicità? In quale gabbie viviamo, noi donne e uomini?

A quale ruoli si deve rispondere se si è un re o una principessa?

Scegliere di bere un filtro d’amore è scegliere il proprio destino.

È scegliere con passione di vivere e di bruciare d’amore.

Isotta sceglie Tristano e gli fa bere il filtro. Ma lei è destinata a re Marco. Non può fuggire dal matrimonio, è femmina, deve obbedire.

Si sposa, ma non rinuncia a Tristano.

Marco scopre l’inganno.

Per loro tre, cominciano i dubbi e la gelosia, viene a galla la sofferenza.

È la fine.

Ma potrebbe essere anche l’inizio.

Hanno collaborato a questo progetto

Componimento sui generi(s)

Componimento sui generi(s)

Performance teatrale – Atto unico in 30’ – con Mauro Danesi, Sophie Hames, Cristiana Ottaviano

Questo lavoro teatrale nasce da una ricerca scientifica (condotta presso l’Università di Bergamo da un’équipe pluridisciplinare) sui temi dell’evoluzione dei generi nel contesto contemporaneo. È indagato il retroterra di quei costrutti culturali, atteggiamenti e assunzioni di ruolo che producono, in conseguenza, discriminazioni, violenze, esercizio distorto del potere, sensi di colpa, mancate consapevolezze sui processi di cambiamento sociale e culturale… necessari a una co-evoluzione del femminile e del maschile, di donne e uomini.
La performance mette in scena e svela ambiguità, ambivalenze, costrizioni, abitudini che precedono e, spesso, producono appartenenze di genere subite come gabbie o destini, e non vissute come personali percorsi di identità evolventi. In tale crogiuolo è possibile percepire il nocciolo duro e buio delle ombre che generano dominio, ma anche gridi/a di luce che da nuove consapevolezze e responsabilità educative possono essere messe in gioco, traversando confini.
Questa proposta artistica e culturale, già sperimentata efficacemente sul tema delle relazioni intergenerazionali – con lo spettacolo “Alilò rinati nonni domani” – coniuga l’indagare per conoscere, il ri-conoscere per comunicare, il narrare per creare. Scienza, metodo e passione si intrecciano in forme espressive inedite e, quindi, stimolatrici di attenzioni e promotrici di coinvolgimenti. Pulsa la compresenza costitutiva di eros e logos che, questa volta, con-sente di affrontare un tema oscuro e profondo (troppo spesso ideologicamente affrontato), quale quello del rapporto tra il femminile e il maschile e dei ruoli di genere. Si esplicitano suggestioni e traiettorie che si prestano anche a prefigurare percorsi formativi, partecipati e creativi, in scuole, associazioni, enti e organizzazioni sociali, contesti lavorativi.

Nello specifico questa performance teatrale è stata più volte proposta all’interno di una struttura artistico-logoica intitolata “Le ombre del buio. Origini (quai) nascoste della violenza di genere”, preceduto dalla proiezione della video-inchiesta di Alessandra Ghimenti “Il cielo è sempre più blu” e seguita da un dibattito pubblico.

Si ringrazia per la collaborazione Luigia Calcaterra

Hanno collaborato a questo progetto

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Mauro Danesi

Attore, psicologo

Piccolo Uovo e altre storie

Piccolo Uovo e altre storie

Un attore, Mauro Danesi, e un’attrice, Laura Mola, presentano in forma teatrale alcuni libri per l’infanzia liberi da stereotipi. Si narra di famiglie diverse, tutte belle e speciali e di bambine e bambini che vogliono semplicemente realizzare i loro sogni.

La performance (di 20 minuti) è pensata per un pubblico dai 5-6 anni e si presta per un confronto successivo con il giovane pubblico; può essere utilizzata anche come dispositivo formativo con adulti. In questo caso è accompagnata da una relazione sul ruolo delle fiabe.

Si ringrazia per la collaborazione Luigia Calcaterra

Tenerezza e violenza nel maschile

Tenerezza e violenza nel maschile

Concerto-conferenza per attraversare il maschile, tra non naturale violenza e, spesso inaspettata, tenerezza

“Tenerezza e violenza nel maschile” rappresenta un progetto artistico-culturale nuovo, costruito con musicisti professionisti che, in un’alternanza di canzoni (prevalentemente di Fabrizio de André e di altri cantautori italiani) e testi letterari e/o scientifici, vuole proporre un’occasione di incontro e riflessione sulla pluriversità dell’universo maschile, attraversando, in esatto equilibrio tra eros e logos, gli stereotipi del maschile, per scoprire, alla fine del viaggio, che la violenza non è naturale e che la tenerezza – spesso celata e/o negata – è un’opportunità, da cogliere, concedere e, soprattutto, concedersi.

Un concerto-conferenza, dunque, che, in 60 minuti, si pone come invito rivolto a donne e, innanzitutto, uomini, per aumentare la consapevolezza dei maschi sulle proprie responsabilità rispetto alla violenza di genere, senza dimenticare quelle capacità, spesso celate, di emozione.

Musiche di:
Alessandro Adami (voce e chitarra)
Carlo Gorio (chitarra)
Maurizio Giannone (percussioni)
Stefano Zeni (violino)

Poesie e testi letterari a cura di:
Cristiana Ottaviano (Università degli Studi di Bergamo).

Hanno collaborato a questo progetto

Vanni Maggioni

Insegnante, poeta

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Alessandro Adami

Cantante, tastierista

Carlo Gorio

Batterista, chitarrista, insegnante

Maurizio Giannone

Percussionista, polistrumentista, compositore, arrangiatore

Stefano Zeni

Musicista, compositore. arrangiatore

Parole che generano

Parole che generano

Evento formativo con performance teatrale – atto unico in 30’ – inserito nel Corso di Perfezionamento “Violenza di genere e bullismo”

Dopo l’esperienza di Parole in movimento, tentiamo una nuova sfida, con una metodologia simile. Rimodulare le stesse, ma anche altre parole, in diverse danze, ma intanto perlustrare progressivamente nuovi universi in altri alfabeti. Così, ancora ricompare sconfinare con inatteso, ma entrano in scena cura e generatività.

Scienza, metodo e passione per modalità flessibili di indagine e sperimentazione di forme espressive inedite e, quindi, stimolatrici di attenzioni, promotrici di coinvolgimenti.

Si ringrazia per la collaborazione Luigia Calcaterra

Hanno collaborato a questo progetto

Cristiana Ottaviano

Docente di sociologia

Laura Boschetti

Sociologa, progettista

Mauro Danesi

Attore, psicologo

Serena Marossi

Danzatrice, coreografa

Resti – storie siriane

Resti – storie siriane

Una lettura dinamica, alternata a numerose scene recitate e accompagnata da miscele musicali tra il reggae e il cantautorato

La protagonista, Ashma, invita il pubblico a entrare nella sua casa, l’alloggio improvvisato di un campo profughi. Ashma è siriana, è fuggita coi figli da un attacco militare e ora si ritrova ospite a tempo indefinito di una situazione drammatica e irreversibile. Il campo è fatto dei ricordi amari di affetti lontani e perduti, di polvere e sporcizia. A sostegno della lotta di sopravvivenza di Ashma, accorrono gli amabili resti dei defunti ed una carovana di personaggi che condividono con lei il dolore della perdita, la vitalità della rabbia, il bisogno di una liberazione. Ashma libera le sue parole, si lascia andare a sfoghi, allegre divagazioni e canti. Infine si avvicina, mossa dal panico della fine, all’altro: la combattente curda, la dottoressa del campo, la vicina ammattita. L’ Altro è il prossimo che vive nel suo presente. E, come tale, rappresenta il suo tutto.

Hanno collaborato a questo progetto

Elena Corna

Insegnante, drammaturga, attrice

Laura Mola

Attrice, performer

Marco Vecchi

Animatore sociale, attore, tecnico